Pierluigi Celli scrive una lettera a la Repubblica diretta a suo figlio Mattia, che si sta avvicinando al traguardo della laurea. Lo incita ad abbandonare questo devastato Paese subito dopo la conclusione degli studi per far fortuna altrove, all’estero. Parla di orgoglio, di merito, di onestà, di solidarietà. Parla di amarezza, e di sofferenza. Fotografa un quadro, drammaticamente realistico, di un Paese in cui nella migliore delle ipotesi un neolaureato guadagnerà un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai.
Sono quindi ansie più che condivisibili, quelle del “padre del laureando Mattia“. Peccato che risuonino come paradossali ipocrisie, dal momento che “il padre di Mattia” è attualmente nel CdA di Lottomatica, Hera spa, Messaggerie Libri, nonchè Direttore Generale della Luiss, ed è lecito quantomeno “dubitare” che Mattia possa avere davanti a sé la stessa ignobile sorte che attende la più gran parte dei neolaureati italiani.
A volte i genitori ce la mettono tutta per farci morire d’imbarazzo
Pierluigi Celli scrive una lettera a la Repubblica diretta a suo figlio Mattia, che si sta avvicinando al traguardo della laurea. Lo incita ad abbandonare questo devastato Paese subito dopo la conclusione degli studi per far fortuna altrove, all’estero. Parla di orgoglio, di merito, di onestà, di solidarietà. Parla di amarezza, e di sofferenza. Fotografa [...]











2 Comments
io poi avrei trovato molto più onesto leggerci la parola “scusami” visto che cotanto padre ha largamente contribuito a creare e nutrire il sistema nepotistico che sta affossando tre generazioni di italiani.
Infatti, di un’ipocrisia senza confini.
E pensa che oggi ha rilanciato…
http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial1802833.html