Leonardo era un siciliano di scoglio, non c’è dubbio. Però il suo scoglio era così alto che lui da lassù poteva guardare il mondo. Non riusciva a stare lontano dalla Sicilia. La prima volta che andò a Parigi mi dissero: Leonardo si è beccato tre influenze di fila e se ne sta chiuso in albergo. Gli telefonai: Come ti senti? Risposta: Male assai. E gli chiesi: Per l’influenza? Sì, sì l’influenza. Ma poi sentimmi ghittato ‘ca a Parigi. Capito? Buttato qua a Parigi, come se fosse stato in esilio in un paese del Terzo mondo. Sicilitudine è una condizione segnata con l’evidenziatore da alcuni particolari. È, come dire, un gusto compiaciuto per l’essere isolati, per il sentirsi diversi.
Bellissima intervista di Silvia Truzzi ad Andrea Camilleri su Il Fatto Quotidiano










